Omelia per bambini di domenica 31 maggio
| Gv 14,15-20 ✠ Lettura del vangelo secondo Giovanni In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: "Se mi amate, osserverete i miei comandamenti; e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito perché rimanga con voi per sempre, lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete perché egli rimane presso di voi e sarà in voi. Non vi lascerò orfani: verrò da voi. Ancora un poco e il mondo non mi vedrà più; voi invece mi vedrete, perché io vivo e voi vivrete. In quel giorno voi saprete che io sono nel Padre mio e voi in me e io in voi". |
Eccoci alla domenica di Pentecoste, la domenica che chiude il tempo di Pasqua, ben 50 giorni dopo la Pasqua. È la domenica in cui si ricorda la discesa dello Spirito Santo su Maria e sugli apostoli. Gesù si allontana dai suoi discepoli, ma prima li rassicura, gli dice che non li lascerà orfani. Non saranno soli, ma potranno andare con coraggio per le strade di tutto il mondo, senza avere paura, accettando persecuzioni, oltraggi, ostacoli di ogni tipo. Cari ragazzi, quando voi avete un giocattolo, una macchina, un aereo, un elicottero, vi piacciono perché si muovono, magari hanno il telecomando oppure siete voi che imprimete con forza lo slancio per muoversi. Spesso ci sono dei congegni interni alimentati dalle pile. Ecco, lo Spirito Santo è quella carica, quella batteria che muove i veicoli, gli dà potenza e quindi possono essere telecomandati a destra o a sinistra. Lo Spirito santo dà la forza, muove l’apparecchio e dà anche la direzione. Diciamo che ci dà forza e ci permette di discernere, cioè di capire che cosa dobbiamo fare, come la dobbiamo fare. Ci sono decisioni che prendono gli altri per noi, per esempio la mamma, il papà, le maestre, i nonni, gli amici e ci sono decisioni che invece sono frutto di un nostro ragionamento, che prendiamo lasciando operare lo Spirito. È importante che ci mettiamo davanti al Signore e ragioniamo con il cuore sui nostri problemi, sulle nostre scelte, sulla strada da percorrere. Il Signore se lo ascoltiamo bene ci dice dove andare. Ma se noi lasciamo prevalere la confusione e il chiasso prendiamo le decisioni sbagliate, diciamo cose non giuste, arriviamo perfino a offendere e a umiliare delle persone che magari mettono amore in quello che fanno e poi invece di riflettere e cambiare idea continuiamo a sbagliare, a fare del male agli altri e infine a fare del male a noi stessi. A volte ci riteniamo superiori e invece non lo siamo. Ecco che diventa fondamentale fermarsi, lasciare operare lo Spirito e far venire fuori desideri e pensieri di cielo al posto di quelli troppo terreni. Lo Spirito apre la nostra mente, apre i nostri orizzonti, ci fa incontrare l’altro, capire l’altro. Grazie allo Spirito le persone più diverse, appartenenti ai popoli più lontani, portatori di interessi differenti, hanno parlato la stessa lingua, hanno compreso quello che veniva detto, ne sono stati contenti, hanno vissuto la gioia e l’hanno portata ai fratelli. Vivere la gioia e comunicarla, non trattenerla per sé, ma chiedersi sempre perché l’altro sia triste, chiedersi sempre cosa si possa fare di più per coinvolgerlo, per camminare veramente insieme. Lasciamo allora che lo Spirito discenda su di noi e ci cambi.
Ciao, ragazzi, buona estate a voi e alle vostre famiglie da don Andrea, don Attilio e dalle catechiste e dai catechisti! |
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