Omelia di Pasqua per bambini
| Gv 11,55-12,11 ✠ Lettura del vangelo secondo Giovanni Maria invece stava all'esterno, vicino al sepolcro, e piangeva. Mentre piangeva, si chinò verso il sepolcro e vide due angeli in bianche vesti, seduti l'uno dalla parte del capo e l'altro dei piedi, dove era stato posto il corpo di Gesù. Ed essi le dissero: «Donna, perché piangi?». Rispose loro: «Hanno portato via il mio Signore e non so dove l'hanno posto». Detto questo, si voltò indietro e vide Gesù, in piedi; ma non sapeva che fosse Gesù. Le disse Gesù: «Donna, perché piangi? Chi cerchi?». Ella, pensando che fosse il custode del giardino, gli disse: «Signore, se l'hai portato via tu, dimmi dove l'hai posto e io andrò a prenderlo». Gesù le disse: «Maria!». Ella si voltò e gli disse in ebraico: «Rabbunì!» - che significa: «Maestro!». Gesù le disse: «Non mi trattenere, perché non sono ancora salito al Padre; ma va' dai miei fratelli e di' loro: «Salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro»». Maria di Màgdala andò ad annunciare ai discepoli: «Ho visto il Signore!» e ciò che le aveva detto. |
AA | E siamo arrivati al sabato santo e alla Santa Pasqua. Ieri ci siamo commossi pensando a Gesù che muore per noi. Sembra come quando noi pensiamo di avere tutte le ragioni e invece non ci capisce nessuno. Sembra proprio che tutto congiuri contro di noi, contro i nostri programmi, generando solo vicissitudini. Tutti sono contro Gesù e perfino i suoi amici più cari, i 12 apostoli, lo abbandonano, si dimenticano di lui. Ma lui non è solo: mentre cammina, mentre lo deridono, lo insultano, lo frustano, lo crocifiggono, c’è sempre il Padre con lui. Non lo abbandona, ma questo è possibile perché Gesù cerca il Padre e il Padre ha SEMPRE le bracci aperte a dargli forza per resistere al male. Gesù soffrendo, soffre con tutti noi, prende il nostro male dentro quella sofferenza e lo trasforma in bene. Lo fa per farci vedere come dobbiamo fare noi. Anche noi dobbiamo prendere il male che ci viene dentro e dobbiamo trasformarlo quasi naturalmente in bello e buono. Maria Maddalena ha fatto tutto questo percorso, ha fatto il catechismo da grande. Pensate, aveva avuto tanti problemi, segnata dal male, con tante ferite dentro. Seguendo Gesù, è rimasta molto colpita, arricchita, per lei è diventato il tutto della sua vita. Ha sofferto tanto per la sua morte, non l’ha capita, non si è rassegnata e ha rischiato di essere punita dalle guardie ma a tutti i costi ha deciso di andare al sepolcro. E lì la grande sorpresa di trovare la tomba vuota, non c’era più Gesù, il corpo di Gesù morto, ma solo due persone, due angeli. Maria Maddalena cerca in tutti i modi Gesù ed è una ricerca continua, affannosa, disperata e piena di speranza insieme. La ricerca di Maria Maddalena deve essere anche la nostra ricerca, non smettiamo di cercare Gesù e soprattutto non cerchiamolo tra le cose morte, tra divertimenti sciocchi, perdite di tempo, capricci (ne fanno anche i grandi!), ma cerchiamolo nelle cose vive, che danno vita, che ci fanno respirare anche se siamo in casa. L’incontro, il riconoscimento vero, il trovarsi tra veri vivi avviene quando Gesù chiama Maria per nome. Sentiamoci anche noi chiamati per noi, stando in silenzio, leggendo la Parola di Dio e poi chiudendo gli occhi perché questo amico nostro e di Maria entri dentro ciascuno di noi, dentro le nostre case, dentro la nostra vita. Solo allora sarà vera Pasqua, solo allora sarà avvenuto il vero passaggio verso la Resurrezione, quando avremo permesso al Signore di chiamarci. E allora sì che avrà senso ogni festa!!! Un grosso abbraccio a tutti, Buona Pasqua da don Andrea, don Attilio, le catechiste e i catechisti! |
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