Omelia per bambini di domenica 22 marzo


Gv 9,1-38b
✠ Lettura del vangelo secondo Giovanni

Passando, vide un uomo cieco dalla nascita e i suoi discepoli lo interrogarono: «Rabbì, chi ha peccato, lui o i suoi genitori, perché sia nato cieco?». Rispose Gesù: «Né lui ha peccato né i suoi genitori, ma è perché in lui siano manifestate le opere di Dio. Bisogna che noi compiamo le opere di colui che mi ha mandato finché è giorno; poi viene la notte, quando nessuno può agire. Finché io sono nel mondo, sono la luce del mondo». Detto questo, sputò per terra, fece del fango con la saliva, spalmò il fango sugli occhi del cieco e gli disse: «Va' a lavarti nella piscina di Sìloe» - che significa Inviato. Quegli andò, si lavò e tornò che ci vedeva. Allora i vicini e quelli che lo avevano visto prima, perché era un mendicante, dicevano: «Non è lui quello che stava seduto a chiedere l'elemosina?». Alcuni dicevano: «È lui»; altri dicevano: «No, ma è uno che gli assomiglia». Ed egli diceva: «Sono io!». Allora gli domandarono: «In che modo ti sono stati aperti gli occhi?». Egli rispose: «L'uomo che si chiama Gesù ha fatto del fango, mi ha spalmato gli occhi e mi ha detto: «Va' a Sìloe e làvati!». Io sono andato, mi sono lavato e ho acquistato la vista». Gli dissero: «Dov'è costui?». Rispose: «Non lo so». Condussero dai farisei quello che era stato cieco: era un sabato, il giorno in cui Gesù aveva fatto del fango e gli aveva aperto gli occhi. Anche i farisei dunque gli chiesero di nuovo come aveva acquistato la vista. Ed egli disse loro: «Mi ha messo del fango sugli occhi, mi sono lavato e ci vedo». Allora alcuni dei farisei dicevano: «Quest'uomo non viene da Dio, perché non osserva il sabato». Altri invece dicevano: «Come può un peccatore compiere segni di questo genere?». E c'era dissenso tra loro. Allora dissero di nuovo al cieco: «Tu, che cosa dici di lui, dal momento che ti ha aperto gli occhi?». Egli rispose: «È un profeta!». Ma i Giudei non credettero di lui che fosse stato cieco e che avesse acquistato la vista, finché non chiamarono i genitori di colui che aveva ricuperato la vista. E li interrogarono: «È questo il vostro figlio, che voi dite essere nato cieco? Come mai ora ci vede?». I genitori di lui risposero: «Sappiamo che questo è nostro figlio e che è nato cieco; ma come ora ci veda non lo sappiamo, e chi gli abbia aperto gli occhi, noi non lo sappiamo. Chiedetelo a lui: ha l'età, parlerà lui di sé». Questo dissero i suoi genitori, perché avevano paura dei Giudei; infatti i Giudei avevano già stabilito che, se uno lo avesse riconosciuto come il Cristo, venisse espulso dalla sinagoga. Per questo i suoi genitori dissero: «Ha l'età: chiedetelo a lui!». Allora chiamarono di nuovo l'uomo che era stato cieco e gli dissero: «Da' gloria a Dio! Noi sappiamo che quest'uomo è un peccatore». Quello rispose: «Se sia un peccatore, non lo so. Una cosa io so: ero cieco e ora ci vedo». Allora gli dissero: «Che cosa ti ha fatto? Come ti ha aperto gli occhi?». Rispose loro: «Ve l'ho già detto e non avete ascoltato; perché volete udirlo di nuovo? Volete forse diventare anche voi suoi discepoli?». Lo insultarono e dissero: «Suo discepolo sei tu! Noi siamo discepoli di Mosè! Noi sappiamo che a Mosè ha parlato Dio; ma costui non sappiamo di dove sia». Rispose loro quell'uomo: «Proprio questo stupisce: che voi non sapete di dove sia, eppure mi ha aperto gli occhi. Sappiamo che Dio non ascolta i peccatori, ma che, se uno onora Dio e fa la sua volontà, egli lo ascolta. Da che mondo è mondo, non si è mai sentito dire che uno abbia aperto gli occhi a un cieco nato. Se costui non venisse da Dio, non avrebbe potuto far nulla». Gli replicarono: «Sei nato tutto nei peccati e insegni a noi?». E lo cacciarono fuori. Gesù seppe che l'avevano cacciato fuori; quando lo trovò, gli disse: «Tu, credi nel Figlio dell'uomo?». Egli rispose: «E chi è, Signore, perché io creda in lui?». Gli disse Gesù: «Lo hai visto: è colui che parla con te». Ed egli disse: «Credo, Signore!». E si prostrò dinanzi a lui.
AA Carissimi, come va questa domenica? Innanzitutto vi accorgete che è domenica oppure stando sempre in casa ve ne dimenticate? Possiamo dire che qualche digiuno alla fine lo avete fatto, il digiuno dall’andare fuori, dal giocare a pallone, dal vedere gli amici. Certo, è un digiuno imposto, non volontario, ma comunque l’avete fatto, realizzando un invito proprio del tempo di Quaresima. C’è stato anche il digiuno dalla messa e questo ce la farà rivalutare moltissimo. Anzi forse già adesso ne sentiamo la mancanza, vorremmo uscire, andare in chiesa oppure a giocare in oratorio. Anche il personaggio protagonista di questa domenica desiderava tanto uscire, voleva uscire dalla cecità, dall’essere cieco, era infatti cieco dalla nascita e quindi non conosceva niente del mondo, non lo aveva visto. Era circondato da tante persone che però non lo capivano, non lo aiutavano. Gesù lo capisce, desidera incontrarlo. Gesù amava molto camminare, andare a piedi da un posto all’altro e amava vedere le persone, sentiva tutti come amici, come fratelli e amava chiacchierare con loro, dialogare, andare a fondo nei loro problemi. Certamente ricordate la Samaritana e il suo pozzo. Ecco Gesù tira fuori il meglio dalle persone, entra subito in amicizia e cerca di comprendere l’altro, ma anche che l’altro comprenda lui. Gesù dà un compito al cieco, gli dice di andarsi a lavare dopo che lui ha spalmato del fango sui suoi occhi. Gesù ha usato gli strumenti della creazione: la terra, la saliva, il suo plasmare. Gesù ha ricreato quest’uomo che stava nelle tenebre, ma ha lasciato alla sua libertà l’andare alla piscina e il lavarsi. Lì comincia un cammino, un passaggio dalla guarigione fisica al guarire dentro. Lui accetta di impegnarsi, non aspetta che il papà o la mamma gli dica una cosa otto volte, accetta di mettersi in gioco. Troverà tanti ostacoli: i vicini, i farisei, perfino i genitori. Ma il cieco, anzi l’ex cieco, non si spaventa. Ragiona, parla, discute finché non diventa veramente intimo amico di Gesù, lo riconosce, lo apprezza in profondità e fa quello che lui ci propone. Ragazzi, tante cose brutte succedono nel mondo perché la nostra iniziativa non prende la strada della luce, della vista, la strada di Gesù, ma si ragiona solo con la propria testa, con le proprie comodità, con il proprio disperdere il tempo e le risorse. Riscopriamo anche noi la luce di Gesù, leggendo la sua Parola e provando a fare qualcosa che lui ci dice. 
Un grosso abbraccio a tutti,
don Andrea

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